Nymphoniac: Lars Von Trier can! (ENG - ITA)

in hive-146620 •  6 months ago 

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Lars Von Trier is one of the most discussed filmmakers of the century.

Renounced by the great festivals, increasingly removed from the awards that matter and yet one of the most talked about and followed contemporary authors.

He goes his own way, telling the human being without filters, exploiting weaknesses and disreputable and never trivial situations to create dark and grotesque atmospheres that always bring us back to think about the human condition in all its fragility.

Nymphomaniac is one of his most successful films precisely because it manages to be desecrating but at the same time light.

The title is not a subtle reference to nymphomaniac but it is a bloody and naked tale of a nymphomaniac, a living and carnal story in images that are often pornographic, violent and censored but do not distract attention from what you want to tell.

A woman, a nymphomaniac who is not looking for redemption and who, on the contrary, dialogues with a man who is well versed, meek and cultured in his pervasions, not looking for absolution but punishment from those on the other side who try to reduce her sins and channel them into unorthodox but human tracks.

In his life Joe has known only sex as a weapon of mass distraction. His body as a vehicle of exploration of the world.

7-8 partners a night to feel more and more alone, more and more empty.

A clash/clash with herself through her femininity always flaunting her hips, orgasms, fellatio without interruption.

A continuous denial of love in search of a sense that never existed and never really longed for a barbaric and wild existence by a woman intimately impressed by the little things of life and nature.

Love as an eternal enemy, as a feeling that exasperates everything and everyone and leads us to make the biggest mistake, that of bending ourselves to an illusion.

We are who we are and when we believe we are in love we create a perverse distortion of ourselves. We compromise our I to please the other passively or actively it doesn't matter. Love makes us slaves. Sex makes us free. Casual, unattached sex makes us perfect.

Yet love is the perfect ingredient to make sex perfect.

So what is the correct answer to that?

To compromise with love or never seek it and be alone with yourself?

Can an atheist have faith in something?

Can an uneducated and uneducated woman make sense of things?

Can a film with repeated penetration and fellatio scenes be considered auteur cinema?

Lars Von Trier in this first volume makes us understand that yes, he can make a film as naked and raw as this one, starring a nymphomaniac, eternal.

A nymphomaniac who, just when she bows to love, discovers that she feels nothing, that she is apathetic to all forms of affection and has no weapons, besides her body to drag her life towards the abyss year after year, sexual intercourse after sexual intercourse.

She doesn't feel affection for anyone, but for many she represents love, desire, passion.

A poetic and very profound film that will probably arouse disgust and disapproval in many, almost all of them, but that will remain resoundingly on the notice board of the greatest films of this beginning of the new millennium.

Note of honour for Uma Thurman who appears briefly in a very strong and surreal scene that deeply strikes, which breaks the soul of the viewer in 2, hit in the face by a reality turned upside down and just for this reason so impacting.


Lars Von Trier è uno dei cineasti più discussi del secolo.

Rinnegato dai grandi festival, allontanato sempre più dai premi che contano e ciò nonostante uno dei più chiaccherati e seguiti autori contemporanei.

Lui va per la sua strada, raccontando l'essere umano senza filtri, sfruttando debolezze e situazioni disdicevoli e mai banali per creare atmosfere cupe e grottesche che ci riportano sempre a ripensare alla condizione umana in tutta la sua fragilità.

Nymphomaniac è uno dei suoi film più riusciti proprio perchè riesce ad essere dissacrante ma al tempo stesso lieve.

Il titolo non è un sottile richiamo alla ninfomania ma è un cruento e nudo racconto di una ninfomane, racconto vivo e carnale in immagini spesso pornografiche che pur essendo violente e appunto censurabili non distolgono l'attenzione da quello che si vuole raccontare.

Una donna, una ninfomane che non cerca redenzione e che anzi dialoga con un uomo navigato, mite e acculturato delle sue pervesioni, non cercando assoluzione ma punizione da parte di chi dall'altro lato invece prova a ridimensionare i suoi peccati e convogliarli in binari poco ortodossi ma umani.

Nella sua vita Joe ha conosciuto solo il sesso come arma di distrazione di massa. Il suo corpo come veicolo di esplorazione del mondo.

7-8 partner a sera per sentirsi sempre più sola, sempre più vuota.

Uno scontro/incontro con se stessa attraverso la sua femminilità sempre ostentata a colpi di anca, orgasmi, fellatio senza soluzione di continuità.

Una rinnegazione continua dell'amore alla ricerca di un senso mai esistito e mai veramente agognato di un'esistenza barbara e selvaggia da parte di una donna intimamente impressionata dalle piccole cose della vita e della natura.

L'amore come nemico eterno, come sentimento che esaspera tutto e tutti e ci porta a commettere l'errore più grande ovvero quello di piegare se stessi ad un'illusione.

Siamo quel che siamo e quando crediamo di essere innamorati creiamo una distorsione perversa di noi stessi. Compromettiamo il nostro IO per compiacere l'altro passivamente o attivamente poco importa. L'amore ci rende schiavi. Il sesso ci rende liberi. Il sesso occasionale e senza legami ci rende perfetti.

Eppure l'amore è l'ingrediente perfetto per rendere perfetto il sesso.

E allora quale è la risposta corretta a tutto ciò?

Compromettersi con l'amore o non cercarlo mai e restare soli con se stessi?

Può un ateo avere fede in qualcosa?

Può una donna non acculturata e non erudita aver colto il senso delle cose?

Può un film con ripetute scene di penetrazione e di fellatio essere considerato cinema d'autore?

Lars Von Trier in questo primo volume ci fa capire che si, lui può rendere eterno un film nudo e crudo come questo con protagonista una ninfomane.

Una ninfomane che proprio quando si piegherà all'amore scoprire di non provare nulla, di essere apatica ad ogni forma di affetto e di non avere armi, oltre al suo corpo per trascinare la propria vita verso il baratro anno dopo anno, rapporto sessuale dopo rapporto sessuale.

Lei, che non prova affetto per nessuno ma che per molti rappresenta amore, desiderio, passione.

Un film poetico e profondissimo che probabilmente susciterà disgusto e disapprovazione in molti, quasi in tutti ma che per sempre resterà clamorosamente nella bacheca dei più grandi film di questo principio di nuovo millennio.

Nota d'onore per Uma Thurman che compare brevemente in una scena fortissima e surreale che colpisce profondamente, che spacca in 2 l'animo dello spettatore, colpito in faccia da una realtà ribaltata delle cose e proprio per questo cosi impattante.

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